
«Quanto costa Google Ads?» ha due risposte, e quasi nessun preventivo le tiene separate. C'è quello che paghi a Google per ogni clic, e c'è quello che paghi a chi imposta e controlla le campagne. Poi c'è un terzo costo che si scopre solo dopo: la pagina dove arriva chi ha cliccato. Qui trovi come si calcola ognuno, le fasce che si vedono sul mercato e il conto che ti dice se le campagne si ripagano.
I due costi da tenere separati
Il budget pubblicitario lo paghi direttamente a Google: lo carichi sul tuo conto, lo decidi tu e lo puoi fermare quando vuoi. La gestione è il lavoro di qualcuno: scegliere le ricerche giuste, escludere quelle inutili, scrivere gli annunci e controllare ogni settimana cosa succede.
Se un preventivo dice «Google Ads a 500 euro al mese, tutto compreso», chiedi quanta parte va davvero in clic. Se non te lo sanno dire, il problema è già lì. E il conto pubblicitario deve essere intestato a te: storico, dati e credito restano tuoi anche se un giorno cambi fornitore.
Quanto costa un clic
Su Google non paghi per comparire: paghi quando qualcuno clicca. Il prezzo del clic lo decide un'asta, ricerca per ricerca: più aziende vogliono comparire sulla stessa parola, più il clic costa. Conta anche la qualità. Un annuncio pertinente, che porta a una pagina coerente con quello che la persona ha cercato, paga meno di un concorrente che manda tutti alla home page.
| Settore | Costo per clic indicativo |
|---|---|
| Negozi e ristorazione locale | 0,30 – 1 € |
| Servizi alla persona (estetica, benessere, fiori ed eventi) | 0,50 – 2 € |
| Artigiani, impianti, studi professionali | 1 – 4 € |
| B2B e industria | 1 – 5 € |
| Settori molto contesi (legale, assicurazioni, finanza) | da 3 a oltre 15 € |
Sono valori indicativi per l'Italia: cambiano con la zona, con la stagione e con quanti concorrenti fanno pubblicità in quel momento.
Quanto budget serve davvero
Il budget giusto non si sceglie a sentimento: si calcola al contrario, partendo da quanti clienti ti servono.
Un esempio con numeri semplici. Ti servono 20 richieste di preventivo al mese. Nel tuo settore un clic costa in media 1,50 euro. Su una buona pagina di destinazione compila il modulo circa un visitatore su 20. Per 20 richieste servono quindi 400 clic, cioè 600 euro al mese di budget. Se chiudi una richiesta su quattro e un cliente nuovo ti vale 2.000 euro, quei 600 euro diventano 5 clienti e 10.000 euro di lavoro.
Con altri numeri cambia il risultato, ma il metodo resta questo: prima quanto vale un cliente, poi quanto puoi spendere per averlo. Lo spieghiamo nell'articolo sul costo di acquisizione del cliente.
C'è anche una soglia sotto la quale non conviene partire. Con pochi clic al giorno le campagne non raccolgono abbastanza dati per capire cosa funziona, e si spende senza migliorare. Dove sia questa soglia dipende dal settore, dalla zona e da quanti concorrenti fanno pubblicità: per questo il budget non si sceglie da un listino, si studia a tavolino prima di partire. Meglio aspettare un mese e partire con il budget giusto che accendere campagne troppo piccole per imparare qualcosa.
Quanto costa la gestione sul mercato
| Tipo di gestione | Costo indicativo | Cosa comprende di solito |
|---|---|---|
| Fai da te | nessun costo di gestione | Il tuo tempo. Le impostazioni suggerite da Google tendono a farti spendere di più |
| Freelance | 150 – 500 € al mese | Campagne sulla ricerca, controllo periodico, report essenziale |
| Agenzia, attività locale | 300 – 800 € al mese | Parole chiave ed esclusioni, annunci, tracciamento dei contatti, revisione settimanale, report |
| Agenzia, PMI con più servizi o e-commerce | 800 – 2.000 € al mese | Più campagne (ricerca, Shopping, YouTube, remarketing), test sugli annunci, collegamento con il CRM |
| Attivazione (una tantum) | 0 – 1.000 € | Struttura del conto, tracciamento delle conversioni, a volte la pagina di destinazione |
Alcune agenzie chiedono invece una percentuale sulla spesa, di solito fra il 10 e il 20 %. Sui budget grandi può avere senso. Sui budget piccoli spesso c'è un minimo mensile, e conviene rifare il conto in euro. Sono fasce indicative del mercato italiano per fornitori professionali, non statistiche.
Qualunque sia il prezzo, ci sono segnali che dicono che stai pagando male:
- il conto è intestato all'agenzia, e se te ne vai perdi storico e dati;
- nessuno ti sa dire quanto è costato ogni contatto;
- il report parla di impressioni e clic, mai di richieste e clienti;
- le campagne mandano tutti alla home page;
- il preventivo è «tutto compreso» e non dice quanto va a Google.
Di come si disperde il budget abbiamo scritto in Google Ads e Meta Ads: come evitare sprechi di budget.
I costi che non trovi nel preventivo
La pagina di destinazione. Se il clic arriva su una home page generica paghi visite che non diventano contatti. Una pagina per ogni servizio pubblicizzato, con modulo, telefono e WhatsApp, cambia il costo di ogni richiesta più di qualunque ritocco alle offerte. Ne parliamo in sito web o landing page.
Il tracciamento. Se moduli, chiamate e messaggi WhatsApp non vengono misurati, nessuno può dire quale campagna porta clienti e quale brucia soldi. Va impostato prima di accendere, non dopo. È il lavoro di analytics e dati.
Le prime settimane. All'inizio le campagne imparano, e il primo mese il costo per contatto è più alto. Scende dal secondo o terzo mese, se qualcuno lavora ogni settimana su esclusioni e annunci. Sui tempi realistici vedi quanto tempo serve per vedere risultati.
Quando conviene e quando no
Google Ads conviene quando qualcuno sta già cercando quello che vendi: un servizio in zona («estetista Castiglione delle Stiviere», «impianto fotovoltaico Brescia»), un prodotto preciso, un'urgenza. In quel momento la persona ha già deciso di comprare e sta scegliendo da chi.
Conviene meno quando il cliente non sa ancora di avere bisogno di te, per esempio con un prodotto nuovo o un acquisto d'impulso. Lì funzionano meglio le campagne sui social, che vanno a cercare le persone invece di aspettare che cerchino. E non conviene se non c'è nessuno pronto a rispondere: un contatto richiamato dopo due giorni è budget buttato, come spieghiamo in cosa succede quando non rispondi subito a un lead.
Come lavoriamo noi
Partiamo da un'analisi: cosa vendi, in che zona, quanto vale per te un cliente nuovo, quali concorrenti fanno già pubblicità. Da lì nascono il preventivo, fatto su misura, e il budget di partenza, che studiamo insieme a te. Il conto Google Ads è intestato a te, con noi come gestori. Ogni settimana rivediamo termini di ricerca, esclusioni e annunci. Ogni mese ricevi un report di una pagina: quanto hai speso, quanti contatti sono arrivati, quanto è costato ciascuno, cosa abbiamo cambiato.
Seguiamo campagne per attività e aziende di Mantova, Brescia e Verona dalla sede di Castiglione delle Stiviere. Trovi il metodo completo nella pagina gestione campagne Google Ads.
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Domande frequenti
Posso partire con 10 euro al giorno?
Dipende da quanto costa un clic nel tuo settore. Con clic da 2 euro sono 5 clic al giorno: troppo pochi per capire cosa funziona. Con clic da 50 centesimi possono bastare per cominciare. Fai prima il conto con il costo per clic della tua zona.
In quanto tempo arrivano i primi contatti?
Le campagne sulla ricerca portano i primi contatti già nelle prime settimane. Il primo mese serve anche a imparare: il costo per contatto di solito scende dal secondo o terzo mese, se le campagne vengono riviste ogni settimana.
È meglio Google Ads o Meta Ads?
Google intercetta chi sta già cercando, Meta va a cercare chi potrebbe essere interessato. Per i servizi locali di solito si parte da Google, per i prodotti nuovi o d'impulso da Meta. Spesso funzionano meglio insieme.
Il budget pubblicitario è compreso nel preventivo?
No. Il budget lo paghi direttamente a Google, sul tuo conto, e lo decidi tu. Il preventivo riguarda solo il lavoro di gestione.
Il conto Google Ads resta mio?
Sì, deve essere intestato a te. Noi lavoriamo con accesso da gestore: storico, dati e credito restano tuoi anche se un giorno smetti di lavorare con noi.

