
Da 800 a 25.000 euro: la forbice dei preventivi per un sito aziendale è reale, e non dipende dalla furbizia di chi li fa. Ecco cosa incide sul prezzo, cosa è incluso e cosa no, e come capire se stai pagando un sito o un problema.
Perché due preventivi per «lo stesso sito» possono differire di dieci volte
La domanda «quanto costa un sito web» ha la stessa risposta di «quanto costa una macchina»: dipende da cosa deve fare. Un sito vetrina di cinque pagine per uno studio professionale e un sito con configuratore, area riservata e integrazione con il gestionale sono due prodotti diversi che si chiamano allo stesso modo. Il preventivo da 800 euro e quello da 25.000 possono essere entrambi onesti, per due lavori che non hanno nulla in comune.
Quello che non è onesto è un preventivo che non spiega cosa c'è dentro. Questa guida serve a leggere i preventivi che ricevi, a capire dove va il denaro e a evitare i due errori più costosi: pagare poco un sito che non porta nulla, o pagare molto funzioni che non userai.
Le fasce di prezzo reali per una PMI
Numeri indicativi, riferiti al mercato italiano e a fornitori professionali. Non sono statistiche: sono le fasce che vediamo nei preventivi che i clienti ci portano da confrontare.
| Tipo di sito | Fascia indicativa | Per chi ha senso |
|---|---|---|
| Sito vetrina da template (5-8 pagine) | 800 – 2.500 € | Chi ha bisogno di esistere online e riceve clienti da altri canali |
| Sito aziendale su misura (8-20 pagine) | 3.000 – 8.000 € | PMI che vogliono richieste di contatto dal sito, con testi e struttura pensati per convertire |
| Sito con funzioni dedicate (multilingua, cataloghi, aree riservate, integrazioni) | 8.000 – 25.000 € | Aziende B2B strutturate, export, cataloghi tecnici |
| E-commerce | 4.000 – 30.000 € | Dipende da catalogo, piattaforma e integrazioni: ne parliamo qui |
A questi vanno aggiunti i costi ricorrenti: dominio e hosting (da 100 a 600 euro l'anno a seconda della qualità), manutenzione e aggiornamenti (da 300 a 2.000 euro l'anno), ed eventuali licenze di temi, plugin o piattaforme.
Cosa incide davvero sul prezzo
1. I testi
È la voce più sottovalutata e quella che decide se il sito porta richieste. Un sito con testi «forniti dal cliente» costa meno e quasi sempre resta fermo per mesi in attesa dei testi, oppure va online con descrizioni copiate dal vecchio sito o dal fornitore. Un sito con testi scritti da chi sa cosa cercano i clienti costa di più e lavora. Chiedi sempre se i testi sono inclusi e chi li scrive.
2. Il design: template o su misura
Un template è un vestito di taglia standard: costa poco, veste tutti, non distingue nessuno. Il design su misura parte dal tuo brand e dai tuoi clienti. Per un'attività locale che compete sul passaparola il template può bastare; per un'azienda che vuole trasmettere un posizionamento preciso, no. Abbiamo spiegato la differenza in web design orientato ai risultati.
3. Le pagine e la struttura
Non conta il numero di pagine: conta se ogni pagina ha uno scopo. Un sito con dieci pagine di servizi fatte bene vale più di uno con trenta pagine identiche. Diffida di chi conta le pagine come fossero mattoni.
4. Le funzioni
Moduli tracciati, prenotazioni, area riservata, multilingua, integrazione con il CRM o con il gestionale, configuratori. Ogni funzione ha un costo di sviluppo e uno di manutenzione. La domanda giusta non è «quanto costa» ma «quante richieste in più mi porta».
5. SEO e velocità
Un sito può essere bellissimo e invisibile su Google. Struttura tecnica, velocità di caricamento da telefono, dati strutturati e testi ottimizzati sono lavoro vero e vanno chiesti esplicitamente. Un sito «SEO friendly» senza dettagli è una frase, non un servizio. Il nostro approccio è in SEO e posizionamento su Google.
6. Proprietà e trasparenza
Dominio, hosting, codice e contenuti devono essere intestati a te. Se il fornitore li tiene a suo nome, il prezzo basso di oggi è un riscatto domani. Chiedilo per iscritto.
Cosa non dovrebbe mai mancare in un preventivo serio
- Elenco delle pagine e delle funzioni, con cosa è incluso e cosa è a parte.
- Chi scrive i testi, chi fornisce le immagini, chi carica i contenuti.
- Tempi di consegna e cosa serve da parte tua per rispettarli.
- Costi ricorrenti separati: dominio, hosting, manutenzione, licenze.
- Intestazione di dominio, hosting e codice.
- Tracciamento: modulo, telefono e WhatsApp misurati in Analytics, altrimenti non saprai mai se il sito lavora. È il minimo di analytics e dati.
- Cosa succede dopo la messa online: chi guarda i numeri e chi corregge.
Il costo che non vedi: il sito che non porta richieste
Il preventivo più caro non è quello da 8.000 euro. È quello da 1.500 euro per un sito che in due anni non ha prodotto una richiesta di contatto. Prima di confrontare i prezzi, fai un conto diverso: quanto vale per te un cliente nuovo, e quanti ne servono perché il sito si ripaghi. Per la maggior parte delle PMI sono pochi. Da lì si capisce se ha senso investire in testi, struttura e tracciamento, o se basta esserci. Ne abbiamo parlato in sito web che genera clienti: cosa significa davvero e in sito web o landing page.
Come lavoriamo noi sul prezzo
In CSR Advice il preventivo di un sito arriva dopo la consulenza gratuita, non prima, perché prima non sappiamo cosa deve fare. Il documento separa realizzazione, contenuti, costi ricorrenti e marketing, così sai cosa stai pagando e cosa puoi rimandare. Il sito resta tuo: dominio, hosting e codice intestati alla tua azienda. I dettagli sono nella pagina realizzazione siti web.
Domande frequenti
Un sito da 1.000 euro può funzionare?
Sì, se il tuo obiettivo è esserci e i clienti arrivano da altri canali. No, se vuoi che il sito porti richieste: a quel prezzo non c'è spazio per testi, struttura e tracciamento fatti bene.
Conviene WordPress o un sito su misura?
WordPress va bene per la maggior parte delle PMI se costruito con cura e senza temi pesanti. Un sito su misura ha senso quando servono velocità estrema, funzioni particolari o sicurezza specifica. Se il tuo WordPress è lento, ecco perché.
Quanto tempo ci vuole?
Da quattro a dieci settimane per un sito aziendale, secondo pagine e funzioni. Il ritardo più frequente è dovuto ai contenuti: se i testi li scrive il fornitore, i tempi si rispettano.
Posso pagare il sito a rate o con un canone?
Alcuni fornitori propongono canoni mensili. Attenzione a due cose: cosa succede se smetti di pagare, e di chi è il sito. Se non è tuo, non è un acquisto: è un affitto.
Vuoi un parere indipendente sui preventivi che hai ricevuto, o capire quanto dovrebbe costare il sito che serve alla tua azienda? Nella consulenza gratuita li leggiamo insieme e ti diciamo cosa manca e cosa è di troppo.

