Scheda Google Business Profile: la checklist in 21 punti per attività locali

Scheda Google Business Profile di un'attività locale aperta su smartphone

Per un'attività locale la scheda Google è la prima pagina del sito, la vetrina e il centralino insieme. Quasi tutte sono compilate a metà. Questa checklist in 21 punti è quella che usiamo con i clienti di Mantova, Brescia e Verona: mezz'ora di lavoro, effetto per anni.

Perché la scheda Google conta più del sito (per chi lavora sul territorio)

Chi cerca «dentista Castiglione delle Stiviere», «pizzeria Desenzano» o «gommista Mantova» non arriva sul tuo sito: arriva sulla mappa. Vede tre schede, confronta stelle, recensioni, foto e orari, e chiama. Il sito viene dopo, se viene. Per un'attività locale la scheda Google Business Profile decide più clienti di qualunque altra pagina, e nella maggior parte dei casi è stata creata anni fa e mai più aperta.

Google mostra più spesso le schede complete, aggiornate e attive. Non è un segreto: è scritto nelle sue linee guida. Il lavoro che segue serve a diventare la scheda che Google preferisce mostrare e che il cliente preferisce scegliere.

La checklist in 21 punti

Identità (5 punti)

  1. Nome esatto dell'attività, senza parole chiave aggiunte («Pizzeria Da Mario» e non «Pizzeria Da Mario Migliore Pizza Mantova»). Google le penalizza.
  2. Categoria principale corretta: è il criterio più importante per apparire nelle ricerche. Scegli la più specifica (non «Ristorante» se sei una «Pizzeria»).
  3. Categorie secondarie per i servizi aggiuntivi che offri davvero.
  4. Indirizzo, telefono e sito identici a quelli del sito, dei social e delle directory. Ogni incoerenza è un dubbio per Google.
  5. Area di servizio definita, se lavori a domicilio o su più comuni.

Informazioni (6 punti)

  1. Orari aggiornati, comprese festività e chiusure straordinarie. «Chiuso» quando sei aperto è la recensione negativa che non vedi.
  2. Descrizione di 750 caratteri, scritta per una persona: cosa fai, per chi, cosa ti distingue, la zona che servi. Niente elenchi di parole chiave.
  3. Servizi e prodotti compilati uno per uno, con prezzo dove ha senso. Google li mostra nei risultati.
  4. Attributi (accessibilità, parcheggio, pagamenti, prenotazione, Wi-Fi) tutti verificati.
  5. Link diretti a prenotazione, menù, preventivo o appuntamento, se esistono.
  6. Domande e risposte: inserisci tu le cinque domande più frequenti e rispondi. Se non lo fai tu, lo fanno gli sconosciuti.

Immagini (4 punti)

  1. Logo e copertina a risoluzione corretta, coerenti con sito e social.
  2. Almeno venti foto vere: esterno (per farsi riconoscere arrivando), interno, team, prodotti o lavori. Niente foto di repertorio.
  3. Foto nuove ogni mese: una scheda con foto recenti sembra viva, e lo è.
  4. Video breve, anche da telefono: trenta secondi di come si lavora da te.

Attività (6 punti)

  1. Recensioni regolari: non tante una volta, ma alcune ogni settimana. Chiedile nel momento in cui il cliente è più contento, con un collegamento diretto. Qui sotto spieghiamo come.
  2. Risposta a ogni recensione entro un giorno, positiva o negativa. Guida: come rispondere alle recensioni negative.
  3. Post settimanali o quindicinali: novità, offerte, eventi. Restano visibili nella scheda.
  4. Messaggi attivi con risposta rapida, se qualcuno può gestirli. Altrimenti disattivali: una chat senza risposta è peggio di nessuna chat.
  5. Statistiche guardate una volta al mese: ricerche, visualizzazioni, chiamate, richieste di indicazioni. Sono gratis e dicono se il lavoro rende.
  6. Un solo responsabile della scheda, con accesso proprietario intestato all'azienda e non a un'agenzia o a un ex collaboratore.

Il punto che fa la differenza: le recensioni

Dei ventuno punti, uno vale quanto tutti gli altri insieme. Le recensioni recenti e costanti sono il segnale più forte che Google riceve e il primo che il cliente guarda. Il problema è che i clienti soddisfatti non scrivono spontaneamente: lo fanno quelli arrabbiati. Abbiamo calcolato cosa costa questo silenzio in quanto ti costa ogni cliente soddisfatto che non lascia una recensione.

La soluzione che usiamo con le attività locali è Recensia: un QR sul tavolo, alla cassa o in reception che porta il cliente direttamente alla tua scheda per una recensione libera e, in un passaggio separato, gli propone di lasciare il contatto WhatsApp in cambio di un vantaggio. Due gesti distinti, come vogliono le regole di Google. Il risultato è una scheda che riceve recensioni ogni settimana senza che nessuno dello staff debba ricordarsene, e una lista di clienti che è tua: ne parliamo in i tuoi clienti sono di Google, di Meta o tuoi?

Gli errori che vediamo più spesso

  • Scheda intestata a un'agenzia o a un dipendente che non c'è più: l'azienda non ne ha il controllo.
  • Schede duplicate, create in momenti diversi, che si rubano recensioni a vicenda.
  • Categoria generica scelta anni fa e mai corretta.
  • Orari sbagliati nei festivi: la mattina di Pasquetta è piena di clienti davanti a porte chiuse.
  • Nessuna risposta alle recensioni, né positive né negative.
  • Foto di repertorio o foto vecchie di dieci anni.
  • Recensioni comprate o scritte dai parenti: si vedono, e mettono a rischio la scheda.

La scheda e il resto dell'ecosistema

La scheda Google lavora meglio quando il sito conferma le stesse informazioni, quando esiste una pagina dedicata alla tua zona e quando le recensioni entrano in un sistema che le usa. È il modo in cui costruiamo la presenza locale per i clienti: SEO locale, gestione recensioni e CRM sotto una regia sola. Per le aziende del territorio abbiamo pagine dedicate a Mantova, Brescia e Verona.

Domande frequenti

Quanto tempo serve perché la scheda migliori?

Le modifiche alle informazioni sono visibili in pochi giorni. L'effetto sulle posizioni nella mappa si vede in quattro-otto settimane, e cresce con la costanza di recensioni, foto e post.

La scheda Google è gratuita?

Sì, completamente. Chi ti chiama proponendo di «attivare» o «pagare» la scheda sta vendendo altro, o è una truffa.

Posso gestire più sedi?

Sì, con una scheda per sede e un account aziendale che le raccoglie. Ogni sede deve avere indirizzo, telefono e recensioni propri.

Quante recensioni servono?

Più del numero conta la frequenza. Una scheda con recensioni ogni settimana batte una scheda con duecento recensioni ferme all'anno scorso.

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